- domenica, 13 luglio 2008 - 22:02

Sigur Rós

A distanza di pochissime settimane, un altro concerto, un'altra emozione. Diversa.
A distanza di due anni esatti, un altro grandissimo concerto. Due anni fà, il 12luglio ero a Lucca a vedere Roger Waters e Nick Mason, concerto subito dopo la morte di Barrett, che mi/ci ha sconvolto l'esistenza. Concerto sotto il palco. Concerto UNICO. O anche IL CONCERTO.

Faccio un gioco con Ste, che non è proprio un gioco. Ma lo facciamo da quando siamo insieme e da quando condividiamo le nostre passioni.
La top five (o top ten) dei migliori concerti mai visti, un pò come in Alta Fedeltà. E spesso ci passiamo le ore a parlarne, ad analizzare, a raccontarci le emozioni.
E il concerto di Lucca ormai da due anni se ne stà lì sul podio, al primo posto altissimo, nella sua unicità.

Per tutto quello che ha rappresentato.
Bè forse sul quel podio, ovviamente non in quell'unicissimo posto ma un pò più sotto, c'è anche il concerto di ieri.
Quello dei Sigur Ros.
Dopo due anni, quella sensazione di pienezza così intensa che ti travolge, l'ho riprovata. Quel senso di alienazione ma soprattutto di vuoto immenso. La necessità di rivederli perchè non sono bastati.

Ed è così che inizi a progettare di andarli a rivedere in qualche data europea cambiando assolutamente il programma per l'estate.
A volte fantastico su come potrebbe essere vivere di concerti, di soli concerti..
Non voglio raccontare nulla di ieri perchè NON SI PUO'.
Quando si vive in un sogno, quando si rimane intrappolati in quel sogno..bè non si può raccontarlo, altrimenti svanirebbe la poeticità.

Posso dire che i Sigur Ros quando suonano sono delle creature fantastiche. E per 'fantastiche' intendo che vengono dalla fantasia, che vengono da posti incredibili lontani dall'immaginazione. E ti lasciano sbirciare in quel mondo, dove la gioia, la malinconia, l'emozione e non sò cos'altro danzano allegramente tra intermittenze di luci e colori.
Se l'evolversi di una sensazione di felicità si potesse descrivere...bè potrei descriverla con la loro musica.
Se la sensazione di un sogno potesse paragonarsi a qualcosa, l'assocerei ad un loro concerto.

E se TAKK, significa GRAZIE....bè allora io dico...
TAKK!



FILMATI --> www.youtube.com/user/AriaDistorta


Psicopatia di AnEm0nE commenti (6) psycho

- mercoledì, 02 luglio 2008 - 11:36

MILANO - RADIOHEAD (18.06.2008)

Milano non è Milano.
Così dice un libro.
Milano è stata Milano ma è anche stata una Milano diversa, una Milano che ti delude, che ti inorridisce, che ti fa schifo, che non ti fa respirare per lo smog, una Milano che ti sente lamentosa, una Milano grigia, grigia soffocante.
Una Milano che ti offre centinaia di guglie ansiogene.
Ma poi ti svegli una mattina e quella Milano cambia faccia, cambia colore, cambia umore.
Ti stupisce, ti fa ricredere, ti sorprende, ti destabilizza, ti fa fare mille riflessioni e ti lascia nella sospensione osservativa col mezzo sorrisetto di sbieco.

 

Tre giorni a Milano, principalmente per i Radiohead, ma che poi si sono trasformati anche in altro.
Tre giorni per staccare dal delirio della mia casa, tra lavori assordanti, polvere, bunkeraggi, caos.
Per staccare mentalmente, dallo studio e da quei soliti pensieri che ogni tanto tornano.
Milano, i Radiohead e noi 4: Ste, Picia, Paul ed Io.
Riavere accanto sull’aereo, divise dal corridoietto, la mia Picia è stato bello. E’ stata la prima persona con cui ho preso l’aereo in adolescenza. La prima persona a cui ho dato la mano quando quell’aereo per Londra decollò e ci cambiò la vita. Strette strette.
Stavolta, le mani si sono strette di nuovo, fortissimo, fregandosene del corridoietto, fregandosene delle persone, ed è stato bello.
Milano ci ha accolto male, con grigiore, freddo autunnale, tanto smog, sbiadita e senza personalità.
Tranne per la stazione Potteriana che ha catturato subito la mia attenzione.
Milano sono stati i due concerti dei Radiohead, quello del 17 per Picia e Paul e quello del 18 per Me e Ste.
Sono stati i Navigli: i ponticelli attraversati duemila volte, entrare e uscire dai negozietti, le librerie particolari, la fumetteria e gli Zipits e il “ok prendiamoci questi ultimi due!”, aprirli con l’emozione di due bambine, l’amore per il cane a pancia in sù, il film che stavano girando, i tipi fashion, il localetto dove abbiamo pranzato, milioni di considerazioni.
L’ossessione comica di Ste nel trovare cd introvabili. La formidabile Flip di Paul. Il dolore dei miei piedi e quelli di Picia. La colazione insieme.


E’ stato il Duomo: i nostri commenti poco felici su Milano nel Bar Duomo e le facce stranite dei baristi, il fantastico cartellone pubblicitario del soprannominato Capovillaggio All together now, le divertenti flippate, la vecchia signora col walkman e la sua fantastica espressione, la sopravvalutata Galleria Vittorio Emanuele, Via Torino e la sorprendente collegabilità di zone distanti tra loro.
Ci sono state le Colonne e la fresca comodità nel sederci. Corso Ticinese e lo shopping.
Le risate. Tante. La complicità.
La pizzeria nella Galleria Vittorio Emanuele che ci ha accolto due volte.
I continui interrogativi “Ma Lorenzo che fine avrà fatto?!?”.
Il pub inglese sotto l’albergo e le canzoni bizzarramente italiane che passava. E il "cosa ci sarà e cosa succederà dietro le tende del pub?!".
La partita Italia-Francia vista con Ste in albergo e le urla di esaltazione e la paura che qualcuno venisse a reclamarci. Andarli a prendere all’Arena e vederli tutti bagnati e sconvolti.
La GS sotto l’albergo e le prese in giro sulla mia GS card.
Una Milano che ti regala incontri inaspettati, assurdi, buffi con chi conosci.
Osservando i giardini e i parchi in una grigia Milano, pensavo che tutto fosse morto sotto quella nuvola immensa e pesantemente devastante di smog ma non è così, gli alberi, le piante, i fiori, l’erba si risvegliano col sole ed è sorprendente.


 I Radiohead.
Li desideravo da sempre.
Ti accompagnano nell’adolescenza, ti segnano per sempre momenti, situazioni, periodi, amori, amicizie con una canzone. Ma poi evolvono. Cambiano. Maturano. E tu cambi con loro.
Certe canzoni vecchie, tanto vecchie, non le fanno.
Non sono più quelli del primo cd. O del secondo. Sono altri.
E forse lo sei anche tu, ma ti chiedi perché non provano malinconia.
La tua stessa malinconia.
O forse dire di non essere più quelli di una volta è un muro per proteggersi da certe emozioni troppo forti?!
Parco Sempione è bellissimo tra sole e ombre, pieni di persone in fila nei loro gate, pieno di venditori di panini, ciambelle, panzerotti, patatine, pizze, odori fusi tra di loro, panchine occupate, venditori di magliette, di spillette, di felpe, chi ufficiali chi no.
L’Arena Civica è troppo grande ma è bella.
Due ore prima dell’inizio del concerto volano osservando e ascoltando le migliaia di persone che affollano quel posto. Si entra per attimi in altre vite. Perché per qualche ora si condividerà qualcosa di intimo, di speciale insieme a loro.
Persone che come me, vengono da altre città.
"..Everyone
Everyone around here
Everyone is so near
It’s holding on.."

Puntualissimi entrano loro, ancora con la luce del giorno che non porta intimità e fascino.
Poi pian piano la luce sfuma fino a diventare un blu notte intenso.
Sono lì, che fisso il palco, fisso Thom Yorke che si muove in modo buffo, fisso Stefano che è rapito e mi stringe la mano energicamente quando l’emozione si fa fortissima, è il nostro codice quando le parole non riescono ad uscire, quando lo sguardo non riesce a dare una sensazione anche fisica oltre che profonda. Fisso le persone in controluce rifletto e penso.
E’ meraviglioso.
Meravigliosa la voce delicata, potente, stabile, eterea, sicura, sottile, armoniosa, malinconica, dolorosa di Yorke.
Sono potenti, destabilizzanti, dolorose, malinconiche certe canzoni.
Sono adrenaliniche, schizofreniche altre.
Barre verticali luminose squarciano psichedelicamente il palco e ingabbiano i Radiohead in fasci di luce catartica quasi come fossero un ologramma.
Escono e poi rientrano. Escono e poi rientrano.
Quando ho la sensazione che non rientreranno mi rendo conto di avere gli occhi lucidi e di mugugnare lamentosamente qualcosa.
E ci sediamo lì. Io e lui, come spesso è successo in altri grandi concerti. A fissare il palco. Le persone che vanno via. Lo svuotarsi. Quello che c’è stato e che è finito. A fissare il vuoto. A non parlare e capirsi silenziosamente. A lasciar scorrere le emozioni e le immagini dentro di sé in un posto sicuro.
"..What’s that? (I may be paranoid but I’m not an android).."

    
Una Milano cambiata. Soleggiata. Diversa.
Completamente diversa. Nuova.
Allora sta lì la magia?!
Nello stupire continuamente?!
Nel non aver paura di risultare incredibilmente brutta?!
E poi accendere la luce e coprire le magagne?!
Non lo so, ma Milano cambia, è diversa e mi piace perché ti lascia con mille interrogativi.
Ti lascia sul filo del rasoio.

E lasciarsi al ritorno in aeroporto  non è stato facile.

 



Psicopatia di AnEm0nE commenti (6) psycho

- mercoledì, 14 maggio 2008 - 00:24


..è solo un pò di me che se ne và..


Quando un concerto ti rimane per giorni, quando non ti si scrolla di dosso. Quando te lo senti ancora dentro e sfuma via tra nostalgie ed energie fortissime. Tra esplosioni interiori e sensazione catartiche. Tra intimità e caoticismo di gruppo. Tra un Agnelli a 20cm da me che suona in mezzo a poca gente in acustico ed io in mezzo a centinaia di persone in delirante emozione. Intima emozione ed emozione di gruppo. Una me immobilizzata e tremante e una me esplosivamente sinergica. Immagini passate che ritornano alla mente. Momenti indimenticabili. Tutto diventa un’unica fusione. Un sospiro. Qualche lacrima. Una tv accesa durante Bunjee Jumping..è troppo tardi per cambiare idea..”. Una Bye Bye Bombay in una collettiva e devastante esplosione emozionale che mi squarcia dentro ogni volta. La mia Musa di nessuno che mi ha paralizzato alla FNAC. "..e non è speciale, ma è per te..e non sai di niente, ma di te..". Un “è ironico!” che mi ha fatto sorridere più volte.


Giornate frenetiche, giornate in cui non mi basta il tempo per tutto.
Giornate in cui la frenesia è la soluzione per non pensare.
Si avvicina il periodo infernale degli esami, della preparazione della tesi, dei tempi che si accorciano, dell’ansia da prestazione, delle tensioni accumulate.

 Ma si avvicinano anche i due grandi concerti che aspetto da mesi, che potrebbero annientarmi completamente. Si avvicina l’estate col suo caldo che mi fa tanto penare ma anche le vacanze e i preparativi per l’eventuale viaggio.

 E no. Non voglio che finisca il mio tirocinio. Perché affezionarsi alla situazioni, alle persone, al lavoro frenetico, alle storie di vita che mi passano davanti tutti i giorni, ai luoghi, alla routine, al mio ufficio, al mio entusiasmo…è da me e mi odio per questo.

 Un Aprile pieno di cinemini a 3€ fatti con quell’amica con cui sto pian piano ritrovando quell’intesità di rapporto.
Un fine Aprile con il ritorno momentaneo della cara Erasmussiana. Confidenze e birre.
Sfide tra Ponze e Celestini. Una vittoria inaspettata.
Il filmino adolescenziale, le risate che paralizzano le guance e il Patto d’intesa.
Quel passo grande che ho finalmente fatto. Sospiro di sollievo.
Un Aprile con la continua necessità di prati e di parchi.

 
Anche se in ritardassimo, volevo inserire qui un premio che mi ha dato un’amica (e la ringrazio per questo), che prima è stata blogger e poi è diventata “amica” , anzi la mia Donna Y..

Le regole del "gioco" sono queste:


Che cos'è?
"D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
Come si assegna?
Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.
Le regole:
1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");

2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;

3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");

4. Inserire il regolamento (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");

5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.


Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.
Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

Pur avendo difficoltà a tenere il ritmo costante nella lettura dei blog, assegnerò il premio a più persone, perchè sono quelle che leggo più “frequentemente” e con più interesse, ma che soprattutto riescono ad emozionarmi leggendole.

Cey, DonnaY, Yllo, Silvia.


Psicopatia di AnEm0nE commenti (12) psycho

- mercoledì, 26 marzo 2008 - 22:54

Non sono un’amante del caffè, men che meno di quello amaro o poco dolce, ma quando lo bevo preferisco sorseggiarlo e  lo faccio soprattutto per questioni utili.
Una lunga e intensa nottata di studio. Evitare il down del primo pomeriggio. Cose così.
Stamattina c’è stato il mio primo caffè amaro e bevuto velocemente.
Un caffè amaro che sapeva di buono.
Di ‘son talmente emozionata che non riesco a mettere neanche lo zucchero nel caffè’.
La prima giornata di un tirocinio che dopo mesi, causa l’assurda burocrazia è arrivato.
Sono emotiva e per quanto non vedessi l’ora di iniziare a lavorare, stanotte non ho dormito.
Sarà che mi entusiasmo facilmente, ma neanche troppo facilmente.
Ma c’è da dire che mi è piaciuto e pure parecchio.
Capire che forse quello per cui stai studiando da anni ti piace davvero.
Che è bello confrontarsi con chi sa più di te.
Che impacciata e timida come sono sempre nelle situazioni di disagio mi sono vista completamente diversa. Completamente a mio agio. Completamente disposta ad assorbire tutto come una spugna. Completamente in empatia con le persone e con le loro difficili storie di vita.
Ed è bello sentirsi apprezzati.
Sentirsi così.

 

Un finesettimana scappando da tutto. Solo io e lui.
Paesaggio umbro.
Paesaggio rilassante fuori da qualsiasi mio bisogno di freneticità.
Le piccole cose che mi emozionano.
Le mie ‘considerazioni’ ad alta voce.
Le foto color seppia.
Le analisi ‘sociologiche’ che tiro sempre fuori.
I suoi agguati per strada.
Fennegor Assel Vennegor.
Le prese in giro nei miei confronti perché sono senza ombra di dubbio un essere buffo.
Gli uliveti e il loro fascino.
I saltelli pieni di euforia per casa.
Gli attacchi a koala.
La nostra complicità che c’è sempre e ovunque.
La numerologia.
I nostri occhi che diventano mani


Il maneggio dove andava a cavallo da piccolo e i suoi occhi lucidi.
Il tè caldo con tanto tanto limone sul divano vicino al camino, di notte dopo il rientro.
Quel gesto inaspettato per noi, che ci siamo sentiti di fare. Essì è stato strano e bello.
Il mio mal di pancia e le coccole. Milioni di coccole. Perché io son furba.
Respirare quei giochi di quando era piccolo.
Cantargli una canzone in macchina immersi nel paesaggio.
Il meraviglioso campanile illuminato di notte.

  


Ci sono quelli che spariscono e ci sono quelli che ritornano.
Ci sono i tunnel emozionali.
Ci sono libri da leggere che hanno invaso la mia camera.
Ci sono le bambine, quelle con cui passo spesso qualche ora il pomeriggio, osservarle stupita e divertita. Riempirmi di gioia.
Ci sono i colori a soffio.
C’è la voglia di vedere sospirante tutti i film di McAvoy.
C’è che sto uscendo piano piano dal tunnel ‘Harry Potter’.
C’è l'amore per Becoming Jane visto troppe volte in pochi giorni.
C’è la voglia di frivolezze e sentimentalismi.

"Sono stata brava?" "Altrochè.....bravissima!"
Ehhhhhhhh....


Psicopatia di AnEm0nE commenti (21) psycho

- sabato, 19 gennaio 2008 - 12:26

Le diciotto e quarantacinque di un sabato pomeriggio di Gennaio.
La pioggia che lentamente và sfinandosi regalando piccoli aghi d'acqua all'asfalto già troppo bagnato.
Un ragazzo e una ragazza mano nella mano aspettano il momento giusto per attraversare tra una macchina e l'altra.
Attraversano sotto lo stesso ombrello, perchè a lei piace così, su quella strada principale del centro, nel punto in cui c'è la biforcazione.
E proprio al centro, tra le due strade c'è quella gelateria, dove il gelato non è neanche troppo male.
Attraversando lei nota qualcosa in contrasto col blunotte del cielo.
Dentro quel piccolo giornalaio davanti alla gelateria c'è una donna.
Una donna anziana.
Una donna anziana sui settant'anni.
Una donna anziana sui settant'anni e il viso provato.
Una donna anziana sui settant'anni, il viso provato e l'espressione smarrita.
Una donna anziana sui settant'anni, il viso provato, l'espressione smarrita e dello zucchero filato sulla testa.
I capelli così arruffati e cotonati fitti fitti che le sembravano zucchero filato in contrasto perfettamente col buio.
Si fermò al centro della strada, mentre lui camminava.
Le loro mani si sciolsero delicatamente sotto la pioggia, a pochi metri dal piccolo giornalaio.
Dietro il bancone sommerso di giornali, c'era quella donna anziana col viso provato, l'espressione smarrita e dello zucchero filato sulla testa.
E la ragazza la fissava rapita.
La fissava rapita con la bocca semiaperta e i capelli bagnati.
E il ragazzo fissava stupito e incuriosito la ragazza ferma in mezzo la strada che fissava dentro quel piccolo giornalaio.
Inquietudine.
Dolcezza.
Bellezza.
Tristezza.
Stravaganza.
Stanchezza.
Lentezza.
Armonia.
La ragazza stava fotografando, dentro di sè, per sempre quell'immagine.
Le diciotto e cinquantatre di un sabato pomeriggio di Gennaio.
Un ragazzo e una ragazza mano nella mano sotto lo stesso ombrello, perchè a lei piace così, camminano in una stradina in silenzio.
Lui si gira a guardarla per un attimo.
Lei sorride e guarda il cielo blunotte con un giornale sotto al braccio.


Psicopatia di AnEm0nE commenti (29) psycho

- lunedì, 14 gennaio 2008 - 20:35

è per noi che non siamo andati avanti
che non ci siamo aperti per niente

è per noi che non abbiamo avuto senso
dentro questo grande mare di attese e gesti

e allora resta qui
dentro queste grandi valli
di parole poco chiare
e poche offese

la convinzione che renda più nobili cadere molte volte
ti rende consapevole che farsi male richiede tempo

la convinzione che renda più nobili cadere molte volte
ti rende consapevole che non pensare
ti faccia bene

è per noi che non abbiamo avuto tempo
da cui poi ricominciare per sempre

è per noi che ce ne siamo andati piano
verso una destinazione lontana

la convinzione che renda più nobili cadere molte volte
ti rende consapevole che farsi male richiede tempo

la convinzione che renda più nobili cadere molte volte
ti rende consapevole che non pensare
ti faccia bene

["La Convinzione" - Amor Fou]


Psicopatia di AnEm0nE commenti (3) psycho

- martedì, 20 novembre 2007 - 22:55

“I singoli cristalli di neve possono assumere una varietà di forme squisite, ma si vedono di rado dato che i fiocchi di neve che raggiungono il suolo sono di solito agglomerati di cristalli in frammenti. La forma più comune di precipitazione gelata è il fiocco di neve, una struttura composita formata da molti minuti cristalli esagonali congelati insieme. Alcuni cristalli sono come stelle piumate, altri hanno una struttura più simile ad una piastra e non ne esistono due uguali.”

 

Mi piacciono i cristalli di neve e il significato che hanno per me. Mi piace l’idea che pur non amando moltissimo i tatuaggi ne farei uno piccolissimo sulla mia pelle. Mi piace la loro forma elegante e complicata. Mi piace la purezza che sprigionano. Mi piace la loro luminosità e la sensazione del cuore che si scalda quando ne vedo l’immagine.  Mi piace perché è il mio simbolo dell’inverno. Mi piace perché fa molto Natale. Mi piace perché fantastico spesso nell’appendere mille cristalli di neve in vetro di diverse forme e grandezze sul soffitto della mia camera. Mi piace la poeticità immaginaria che scatenano le parole c-r-i-s-t-a-l-l-o  d-i  n-e-v-e. Mi piace lo stupore che mi suscitano ogni volta che ne vedo qualcuno che sia attraverso una vetrina che sia in cartone grezzo che sia in  vetro o in pongo…io mi incanto e mi lascio attraversare dal mix di sensazioni e significati personali.


Sbaglio sempre la tempistica del vivere barra scrivere.
Non so perché ogni volta m’imbatto in questo problema.
Fondamentalmente tutto quello che mi accade, quello che provo, quello che vivo, quello che mi emoziona, quello che mi diverte, quello che mi turba lo tiro fuori parlando. O riesco a realizzarlo intimamente in qualsiasi bizzarro modo.
Eppure scrivere mi piace tantissimo e provo un senso di rispetto per la funzione che il blog potrebbe avere per me ma ogni tanto corre tutto così veloce che non riesco a coordinare la mente con la frenesia delle dita sulla tastiera. E qui rimane per lungo tempo lo stesso ultimo post.
Quando arriva il momento per scrivere succede sempre qualcosa per cui la mente ri-blocca la frenesia delle dita. E così via. In un lungo vortice di nuove sensazioni.
E allora lascerò andare istintivamente le dita sulla tastiera senza pensare troppo e lasciandomi solo trasportare dai flash che mi hanno accompagnato nelle ultime settimane...
Il mio ultimo post letto inaspettatamente in radio e l’emozione che ti paralizza.
Gli ..a toys orchestra e la mia donna Y, perché ormai li assocerò sempre a lei. Lo studio di radio rai e le mille porte bianche come nel film dei Beatles. Il bellissimo concerto per pochi intimi. E noi due: Donnamicadilollononchèormaivip più Donnadeiminipaninetti.
L’happy hour a sorpresa a casa mia con Lui.
L’anteprima di Heima alla festa del cinema, le mani strettestrette per un’ora e mezza, il mio tremare, il coprirsi con la sciarpa fin su gli occhi per nascondersi, i nostri sguardi che si capivano al volo.
Le mie varie situazioni buffe all’Auditorium e le risate anacletizzate e il mio chiedere continuamente ‘ti prego rifai la mia imitazione che mi fai troppo ridere?’.
Le ore passate a parlare dell’Islanda e dell’Irlanda. A parlare di voler partire. A parlare di futuro. A confrontarci sul coraggio di lasciare tutto e ricominciare. Al rimaner stupita dal sentire una forza inaspettata nell’altra persona e provare ammirazione.
I silenzi che dicono più di mille parole.
Il discorso con un’amica sulle amicizie che ti conoscono da una vita e che difficilmente si può ritrovare qualcuno che ti conosca così a fondo è sa chi sei stato.
I puntini di sospensione.
Il primo blog-meeting della mia vita. Gli animali-guida. I test assurdi. Lo scambio dei pacchi. Le risate. Tantissimi visi nuovi. L’imbarazzo. La Vozdra. Kristoforo.
Il mio guidare che si fa piano piano sempre meno insicuro. Ascoltare la radio guidando e scatenarmi quando passa Whole lotta love dei Led Zeppelin sotto lo sguardo atterrito di qualcuno. Il terrore di andare a Frascati sotto il diluvio con diecimila partenze in salita e strade sconosciute e la soddisfazione di averci preso un po’ la mano ed essere contenta. La mia macchinetta che è un po’ sgangherata e che inizialmente odiavo mentre ora che ci stiamo conoscendo sembra stia andando tutto meravigliosamente. La stretta allo stomaco che mi prende ogni volta che sto per guidare e quella sensazione bellissima che ho quando lo faccio.

Staràlfur da brividi.
Io e la mia Picia. Passeggiare e chiacchierare tra le stradine in centro, fermarsi per quei negozietti che ci piacciono tanto. Le spille in feltro. La panchina a piazza Navona e le nostre confidenze. La macchina piena di cacchine di uccelli. Le risate. La gente che ci guardava e rideva per la macchina. Il cercare qualcuno che la lavasse alle sette di sera. La dolcissima e affamata Amelie.
Le ciambelle fatte in casa di Anto tra caos e coordinazione. Il suo albero di Natale appena comprato e il decorarlo insieme. La sua euforia e il suo entusiasmo contagiosi.
Casa mia. Io e Lui stesi sul tappeto tra mille candele nel buio, il fumo che fa danzare la mente in uno stato onirico, la musica dei Sigur Ros e le immagini sfocate dell’Islanda, la mie mani che si muovono colorando l’aria.
Il frenetico girare per il tirocinio. Parlare con la tutor. Le telefonate che non finiscono mai. Compilare moduli. Fare richieste. Parlare con responsabili, dirigenti e cercare di capirci qualcosa.
Il freddo che sembrava non arrivare mai e che poi arriva violento. Riaprire la scatola delle sciarpe invernali. Il rituale del freddo. Burrocacao-cremaperlemani-guanti-sciarpa. Il plaid sul divano.  Il naso freddo. Gli abbracci per scaldarsi. Il cappotto pesante. La mia pelle che diventa sempre più chiara.
Le foto buffissime fatte col suo nuovo Mac e il respiro che manca per il troppo ridere.
Ritrovare il coraggio di ri-aprire dopo un anno e mezzo le cartellette con tutte le nostre foto e filmati assurdi. Rivedere la nostra amicizia in milioni di scatti fatti quasi sempre di sorpresa. E le risate che si fondevano in un’unica memorabile risata. Il capirsi fin troppo. Un capirsi che ci ha portato ad una dolorosa separazione. La follia psichedelica che ci univa. La bolla trasparente che ci stava soffocando. I discorsi assurdi. Le passioni che condividevamo. Rivedere una foto di Troisi e Benigni e sorridere con gli occhi lucidi. E quando ci penso pur essendo ormai serena mi sembra assurdo.
Una tisana calda con cannella e mandorle e pasticcini, presa con un’amica tra chiacchiere e confidenze.
Il tornare dopo 5anni nella mia vecchia scuola e precisamente in quella dei miei due ultimi anni. Fermarmi un attimo a guardare l’entrata…il muretto lungo in pietra. E rivederci tutti lì a chiacchierare e a ridere un po’ spensierati e un po’ preoccupati. Ricordare di quanti momenti fantastici ci sono stati. E le risate. Perché io non ho mai riso tanto quanto in quarto.

I discorsi sui colpi di fulmine e il sapere di averli condivisi.
Le candele sempre accese. Quelle al lampone. Quelle all’arancia. Quelle al caffè. Quelle ai profumi d’oriente. Quelle inodore. Quelle troppo belle per accenderle. La candela che scalda l’olio essenziale al limone. E le due candele a forma di cristallo di neve.




Psicopatia di AnEm0nE commenti (36) psycho

- lunedì, 08 ottobre 2007 - 19:40

"Dicono che una frazione di secondo e un'eternità diventano interscambiabili quando provi emozioni intense.."

Il divano. I piedi scalzi. Il caffè tiepido. I libri sparsi sul tappeto. I pensieri che corrono nella testa. Il caldo autunnale. I capelli appena lavati. Radio Rock Italia in sottofondo. Una giornata iniziata col piede giusto e con Depre ballata per casa con Zoe. Una settimana che sà già, da ora, di aria fresca e spero che sia come dice il saggio Fox. Una cartellina trovata ieri sera nel caos dei mie cassetti. Tante lettere, pezzi di carta e post-it scritti da me e da altre persone. Il passato che avevo dimenticato, particolari che avevo dimenticato, situazioni e stati d'animo spiacevoli che avevo dimenticato...ma anche tanti fogli dentro una busta scritti con euforia emozionale...forse i primi che mi aveva scritto Ste...prima di metterci insieme.
Alcune cose spesso è meglio lasciarle in una vecchia cartellina, altre è bene tirarle fuori e rileggerle  con stupore e ripensare a quel passato in cui è iniziato qualcosa di speciale. Scorrere tra le parole scritte e trovarci con tenerezza un ragazzo di 19anni completamente immerso nelle sue emozioni e incosciamente PURO. Rileggerle e sorridere. Rileggerle e commuoversi. Rileggerle e ripensare a quei momenti.
La dolcezza nel rileggere quei fogli è riuscita ad eliminare l'amarezza dell'altro passato...quello che ha fatto male. Che con fatica sono riuscita ad annebbiare e a lasciare solo il bello e quello che se pur duro è riuscito a fortificarmi. Rivedere tra tante parole scritte una me diversa...una me ancora acerba che stava vivendo situazioni difficili e una me che si scambiava lettere con la sua migliore amica e che ancora non sapeva che stava per arrivare quel bellissimo viaggio proprio con lei, che l'avrebbe cambiate. Una me che soffriva per un amore che le stava sfuggendo tra le mani. Una me in cerca di un'identità. Una me amereggiata. Una me innamorata e viva. Una me che piano piano stava cambiando.
Una semplice cartellina con delle formichine disegnate sopra con dentro pezzi di carta che racchiudono ricordi di 5 o...6 o...7 o...anche 8 anni fà. Riposta di nuovo in fondo a quel cassetto nel caos assoluto.


Psicopatia di AnEm0nE commenti (18) psycho

- sabato, 08 settembre 2007 - 03:14

05.09.2007
 

L e g g e r e z z a.
E’ la prima sensazione che ho provato dopo che l’esaminatore, un tipo grosso con un forte accento romano e con una spiccata comicità, mi dice ‘madame firmi qui…ora è patentata!’.
Esco dalla stanza con un sorriso, che ne sono certa era radioso, guardo i ragazzi che come a me dopo l’esame di guida gli era stato detto ‘ci vediamo dopo’…loro mi guardano e io ‘sisisisisisi’ ed esultiamo.
E penso che quelle persone non le scorderò mai. I loro visi. La lunga attesa tra un esame e un altro ad aspettare a sdrammatizzare. A ridere..e pure parecchio. A condividere quella tensione. Quell’emozione di un qualcosa che potrebbe davvero cambiare qualcosa.
Non scorderò il viso della ragazza con cui avevo socializzato più di tutti. Una ragazza di 22 anni, minuta, che parlava parlava e parlava. La ragazza che ha notato la mia spilletta del Piccolo Principe e mi ha detto ‘bellissimo’. Che era visibilmente più agitata di me e cercavo di tranquillizzare. Che aveva quel suo modo buffo e simpatico di sdrammatizzare e cercare qualsiasi argomento pur di non pensare all’esame. Quella ragazza che finito l’esame scende dalla macchina con il viso che cercava di trattenere le lacrime. La guardiamo scoppia a piangere e corre via.
Non scorderò mai Tommaso il vecchino che insegna la teoria alla scuolaguida che non so bene per quale motivo ma si è affezionato a me. Sarà stato per le lezioni. Per quell’abbraccio dopo l’esame di teoria. Per quella trasferta in macchina con lui con altre ragazze e le risate e le prese in giro. La sua agitazione mentre aspettavo di fare la pratica e il suo entrare e uscire e chiedermi ‘quando tocca a te?’. Ed è stato veramente tenero.
Non scorderò mai Cristian. La persona speciale che mi ha aiutato a superare i miei blocchi con la guida. Per le nostre luuuunghe chiacchierate in macchina. Per essere riuscito a conquistare la mia fiducia. Per essere riuscita ad aprirmi completamente con lui. Per le risate. Per le pazzie con la macchina. Per tutti i suoi ‘ti fidi di me?’ senza ricevere risposta e la gioia che ha provato quando quel giorno all’incrocio col diritto di precedenza gli ho risposto ‘ora mi fido’. Perché la lezione di guida del 30luglio non è stata una lezione ma un giro tra due amici in macchina al lago e il sentirmi dire ‘io ormai ti conosco troppo bene’.  Per tutte le volte che mi diceva ‘te possino’ e rideva. Per l’euforia che abbiamo provato quando sono riuscita a imparare il segreto della partenza in salita col freno a mano. Per la suoneria del suo cellulare con la musica di The O.C. e le mie prese in giro. Perché quando mi ha detto ‘devi credere in te stessa…ora devi iniziare a fidarti di te perché tra qualche settimana non ci sarò più io qui affianco’ è stata una bella botta.
Ora che ho quel tesserino plastificato con me, lo tengo come un trofeo perché prendere la patente a 25anni appena compiuti superando parecchissimi blocchi…bè è una bella soddisfazione. Perché il patto fatto insieme alla mia Picia è stato rispettato e ora siamo tutte due patentate ed è bellissimo. Perché salire in macchina con lei da sole per la prima volta è stato un qualcosa che desideravamo fare da anni e anni  ed ero emozionata nel vederla guidare.
Sono 3giorni che ho la patente e vive in me uno stato di euforia che non so spiegare. Perché guidare la macchina e andare un po’ in giro senza più Cristian vicino a me…mi ha messo addosso quel mix di paura ed esaltazione che fa sentire ‘importanti’. Perché ora inizia il lavoro duro…imparare a guidare seriamente tra il traffico, strade che non conosci, l’imprevedibilità delle persone, i parcheggi improbabili. Ma questo è il bello.

Il solo pensiero che ora posso prendere la macchina e andarmene dove voglio è una botta di adrenalina pazzesca…perché solo l’idea di poterlo fare mi rende LIBERA.



Psicopatia di AnEm0nE commenti (9) psycho

- lunedì, 27 agosto 2007 - 10:35

PARIGI..

Parigi è stato il Viaggio e solo chi mi conosce davvero sa cosa intendo dire.

Parigi è stato il coraggio di affrontare una situazione difficile con mia madre.

Parigi è stata l’organizzazione e i preparativi fino a notte fonda con Ste e lo scriverci tutte le nostre preziosissime info di diversi colori sulla cartina di Parigi.

Parigi è stato passare la notte svegli a casa mia per l’emozione fino al momento di andare all’aeroporto.

Parigi è stata l’impossibilità nel crederci davvero fino a quando non ho messo piede all’aeroporto di Beauvais.

Parigi è stato il nostro viaggio. Mio e di Ste. Ed è stato come lo volevamo.

Parigi è stato il mio quadernino verde acido e i fogli bianchi piegati in due di Ste e il nostro scriverci tutto ^_^.

Parigi è stato Mina che poi si chiamava Luc, il ragazzo della reception dell’hotel e sono state le gradevoli e simpatiche conversazioni con lui.

Parigi è stata la donna che passeggiava ai Jardins des Plantes con una baguette in mano, poco dopo essere arrivati e il guardarci e il regalarmi il sorriso più tenero e accogliente del mondo.

Parigi sono stati i negozi dedicati a Babar e al Piccolo Principe e il ritrovare quella sensazione di gioia misto a serenità che avevo da bambina.

Parigi è stata vedere centinaia di parigini correre sotto al sole all’ora di pranzo e non fermarsi mai.°_°

Parigi sono stati i milioni di Cafè e la cultura cinematografica dello stare seduti nei tavoli con TUTTE le sedie rivolte esclusivamente sulla strada.

Parigi è stata la nostra piccola e deliziosa stanza al Timhotel, che Ste chiamava ‘casa’ ed era bello quando lo diceva con quella tenera naturalezza. Il canale alla tv che di notte mandava i reality che seguivo con interesse divertito. La porta del bagno che sbatteva al letto e che lasciavo semiaperta per sbirciare la tv o per parlare. La piccola vasca che la notte dopo il rientro ci accoglieva insieme e dove commentavamo e riflettevamo sulla giornata appena trascorsa.

Parigi è stato il dormire insieme abbracciati e il sentirmi dire ‘buonanotte petit patissen mia’ ^_^ e lo svegliarsi vicini, il farsi le coccole con gli occhi semichiusi. Il mio alzarmi e il suo ‘ancora 5minuti…dammi 3minutini soli’ J

Parigi è stato la perfetta sintonia e organizzazione.

Parigi è stato l’entusiasmo fortissimo, la gioia che ti riempie gli occhi e li fa diventare lucidi e grandi e ti fa tremare le mani, è stato il saltellare per le strade dalla felicità, è stato il tenerci la mano ‘sempre’ simbolicamente e fisicamente.

Parigi sono stati gli abbracci fortissimi sopra l’Arco di Trionfo e sopra la Tour Eiffel.

Parigi è stato il nostro camminare ininterrottamente per i primi due giorni senza prendere mezzi e il vivere la città.

Parigi è stato il Marais di giorno e di notte. Conoscere le sue due facce. Colorato, allegro, affollato, in bianco e nero, essenziale, spoglio.

Parigi è stata la caoticità del Louvre e la sua piramide rovesciata che fa molto Pink Floyd @_@ e la silenziosa poeticità dell’Orangerie.

Parigi è stato il museo l’Orangerie e Les Nympheas di Monet e la mia commozione. Il mio non riuscire quasi ad entrare nella prima delle due sale ovali e bianche, con il divanetto ovoidale al centro. L’emozione che toglie il fiato. Il silenzio che ti entra dentro ed esplode. L’essenzialità del design. I dipinti che ti avvolgono. Camminarci vicino ed osservare i particolari e sentire i brividi e il sedersi in estasi sul divanetto e lasciarsi avvolgere da quei paesaggi e il sentire quasi un tiepido vento che attraversava gli alberi e sfiorava il pelo dell’acqua nei dipinti.

Parigi è stata l’affascinante ragazza tipicamente parigina che ballava il tip tap a Place de la Concorde.

Parigi è stato il Sacré Coeur bianco gesso che guardava timidamente Parigi da una collina ed era bello sapere che c’era perché ovunque eravamo lo vedevamo lì ed era una certezza rassicurante. Ed arrivare nella piazzetta con la giostrina coi cavalli e trovarselo lì in alto ..bè fa un certo effetto.

Parigi è stato lo stupore nel vedere quasi solamente macchine della Peugeot e Renault °_°

Parigi è stato Disneyland e il tornare bambini. Il mio dire continuamente ad alta voce
‘questo è un mondo fantastico’ con le braccia aperte gli occhi sognanti e un sorriso largo da orecchio a orecchio e le risate di Ste. Il correre di qua e di là tra un’attrazione e un’altra saltellando e ridendo semplicemente dalla gioia, l’abbracciarsi a qualsiasi cosa rappresentasse un personaggio della Disney, i miei continui ‘uhhh…bellooo’, la musica della parata che mi era entrata dentro come un grillo e il mio canticchiarla, osservare Ste che faceva le cose più buffe, assurde e divertenti in qualsiasi attrazione ed essere felice nel vederlo completamente immedesimato nel sogno.

It's just like we dreamed it
As far as I can see
It's just like we dreamed it
As good as good can be
And I know it's so much better
'Cause we dreamed it up together
Just like we dreamed it, to life!
Magically...

 Perché come diceva Saint-Exupéry nel Piccolo Principe “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano” e Ste è uno di quei pochi..ed è per questo che è speciale.

Parigi è stata la Gioconda inavvicinabile, i tipi della sicurezza inferociti e il filmato di Ste alla faccia di tutti. ;)

Parigi è stata l’Operà maestosa e barocchissima.

Parigi è stato il musicista che a Square Willette sotto il Sacré Coeur suonava la musica del film Il favoloso mondo di Amelie con l’arpa *_* e il mio cuore che batteva fortissimo.

Parigi è stato il Disney Store sugli Champs Elysees e il cuscino di Ratatouille che mi ha regalato Ste *_*

Parigi è stato salire sull’Arco di Trionfo dopo una giornata a camminare e quella soddisfazione dopo i 284 scalini nel vedere quello spettacolo da lassù al tramonto.

Parigi è stata la Defense vista da lontano con quei palazzoni vetrati e quella struttura futuristica che mi attirava.

Parigi è stato il il fascino del Moulin Rouge e le strade piene di sexy shop grotteschi e divertenti a Pigalle.

Parigi sono stati i nostri due amici tunisini che lavoravano nel localetto di kebab vicino l’albergo e le chiacchiere di notte mentre rientravamo.

Parigi è stata Montmartre che mi ha completamente catturato per il fascino senza tempo che custodisce in sé. Camminare per le stradine e allontanarsi da quelle più turistice e respirare la vera anima di Montmartre. E' stato il mio voler stare in silenzio mentre camminavo e curiosamente osservare come un furetto i piccoli scorci di vita..e mi sembrava quasi di poter sentire le musiche di Yann Tiersen risuonare tra una vietta e un’altra da una finestra a un’altra e di vederLA dietro gli angoli delle strade correre via col suo caschetto bruno e le scarpe grandi in preda a qualche sua bellissima fantasia…Amelie…

Parigi è stata la patisserie su Rue Lepic che sembrava finta per quant’era deliziosa. I nostri visi schiacciati sulla vetrata ad osservare i variegatissimi dolcetti quasi da non toccare per la perfezione delle forme e dei colori. La nostra difficoltà nel decidere quali prendere e l’optare per la tortina coi lamponi e cioccolato bianco *_* e quella al limone.

Parigi è stata camminare una notte su strade che non conoscevamo e il non arrivare mai all’albergo, la mia tensione e l’assoluta calma di Ste e il suo modo di sdrammatizzare e di tranquillizzarmi.

Parigi è stata la ragazza della FNAC che ha detto a Ste “sé genial” e il suo pavoneggiarsi sugli Champs Elysees. :D

Parigi sono stati i soprannomi buffi che ci davamo continuamente in francese e sono stati i soprannomi dati agli altri..Mina, Mami, Big Mina, Petit Mami, Barbour..perchè il Timhotel era una grande famiglia. :P

Parigi è stato il mio cercare disperatamente la scultura con la facciona e la mano che compare nel film L’odio e trovarla l’ultimo giorno a Les Halles e guardarla con soddisfazione.

Parigi è stato il cafè dove lavorava Amelie a Montmartre, spiare attraverso le vetrate e fantasticare sul film.

Parigi è stata la Polizia parigina o anche soprannominata PoliceInAction per le simpatiche tutine aderenti e pronte all’azione, per le biciclette superattrezzate con cui andavano in giro.

Parigi è stata Notre Dame nel giorno dell’anniversario della morte di mia nonna e la piccola candela che ho acceso. Notre Dame e i suoi Gargoyle che mi piaceva pensare che ci spiassero divertiti dall’alto. Costeggiare Notre Dame sul lungosenna quasi tutti i giorni vista la vicinanza  dall’albergo. Notre Dame con la sua bellezza gotica e le sue vetrate psichedeliche. Notre Dame di notte che metteva allegria e toglieva il fiato.

Parigi è stata la Senna che non ha niente a che vedere col Tevere aimè, che se ne sta lì spaziosa e bellissima e che si lascia navigare da decine di Bateaux Mouches, Bateaux Parisiens, Batobus e si lascia osservare e far compagnia sulle sponde col prato finto da milioni di persone.

Parigi sono state le schiacciatine al rosmarino che ci siamo portati da Roma e che ogni tanto Ste durante la giornata tirava fuori.

Parigi sono stati i nostri primi Starbucks e la dipendenza per il frappuccino al cioccolato e caffè. L’accoglienza e la familiarità di quello in Avenue de l’Operà.

Parigi sono state le baguette al doppio formaggio inventate da Ste.

Parigi sono stati i tetti coi comignoli piccoli come quelli di Mary Poppins.

Parigi sono stati i continui ‘Bonjour!’  e le colazioni al Timhotel con l’adorabile Mami che ci parlava e ci guardava divertita.

Parigi è stata la signora francese che ha attaccato bottone con me al Louvre e non so come sia stato possibile ma lei parlava solo francese ed io solo italiano e un po’ di inglese ma siamo riuscite a capirci perfettamente e a parlare per un po’ di tempo sotto lo stupore turbato di Ste. O_o

Parigi è stato guardare per una settimana intera da lontano la Tour Eiffel e desiderarla e sognarla tutta illuminata. E provare un senso di disagio a vederla da vicino perché sarà pure un ammasso di ferraglia come dicono tutti ma cazzo è un ammasso di ferraglia incastrato benissimo che fa la sua porca figura.

Parigi è stato arrivare sotto la Tour Eiffel con i nasi all’insù e la bocca aperta e dire ‘ohhh ma è cicciona…’ e lui ‘…ehhh…cicciona si….’  con le facce inebetite. E poi ridere insieme. E’ stata l’emozione nel salire sù sù in cima e morire dal freddo. Perché lassù fa veramente freddo.

Parigi sono state le buonissime crepes salate al fromage et jambon.

Parigi sono stati i Virgin sparsi qua e là e le FNAC…vedere Ste perdere il controllo dalla felicità nel trovare dei cd introvabili a Roma. Vederlo correre tra la sezione indipendent e quella alternative come un pazzo e urlare ‘oddioooo….oddiooo….amore devo farlo! Li prendo tutti’ O_O’’

Parigi è stata Galeries la Fayette. E quando dico Galeries la Fayette dico la mia *c o m p l e t a* perdita di controllo. A quanto pare messo piede lì dentro ho iniziato a dire cose sconnesse e senza senso e girare come una folle tra i vari reparti. E la Fayette è davvero un mondo fantastico. ;)

Parigi sono stati gli Champs Elysees che mi mettevano tanta allegria e la loro bellezza e maestosità perché sono eleganti e caotici allo stesso tempo e poi sono lunghi…lunghissimi per metà costeggiati da adorabili parchetti e l’altra metà da variegatissimi negozi aperti fino a tarda notte.

Parigi sono stati i commenti di Ste davanti ad ogni quadro che vedevamo e il morir dal ridere.

Parigi è stata la metro un po’ squallida che non mi ha mai convinto e quegli assurdi sportelloni per uscire dalle macchinette timbra-biglietti. -_-‘’

Parigi è stato l’autunno precoce e il freddo, che…se c’era più sole era perfetto.

Parigi è stato l’ottimo inglese parlato da Ste e il mio essere fiera di lui. ^_^

Parigi è stato il cimitero di Montmartre, un po’ romantico, un po’ malinconico, un po’ artistico e la tomba di Truffaut.. *_*

Parigi sono state le mie similcrocs buffe ma *c o m o d i s s i m e* e i chilometri macinati a piedi e le centinaia di scale e scalini.

Parigi è stata le mie lacrime l’ultimo giorno sugli Champs Elysees e nella metro che ci riportava in albergo per prendere le valige dopo aver letto il tenero sms di mia madre e gli abbracci strettistretti di Ste.

Parigi sono state le nostre lacrime che si facevano sempre più forti e le nostre mani che si stringevano sul bus che ci portava all’aeroporto di Beauvais ascoltando insieme Yann Tiersenn e osservando fuori il finestrino una Parigi che ci scorreva via.

Parigi è la fusione perfetta tra due film che adoro…completamente diversi l’uno dall’altro: Il favoloso mondo di Amelie e L’odio. C’è la parte allegra, colorata, malinconica, delicata, spensierata, bizzarra, visionaria, romantica, intellettuale e poi c’è la parte in bianco e nero, quella cruda, disincantata, essenziale, multirazziale.

 

..E NON SI DIMENTICA.

 

 

-Le plus important est invisible-


Psicopatia di AnEm0nE commenti (17) psycho

DeScRiZiOnE DeL bLoG

E' la terra della Psiche o della Psichedelia anzi di entrambe le cose...è il posto segreto che è dentro di me, ma è anche un luogo che ho spesso sognato...un luogo dove chiunque può rifugiarsi...è "l'isola che non c'è" di tutti quelli che riflettono troppo ma anche di quelli che amano divertirsi e godersi le passioni fino in fondo...

ArChiViO

oggi
luglio 2008
maggio 2008
marzo 2008
gennaio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
maggio 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
novembre 2006
ottobre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005

calendario

inserire un calendario

OssErVo...

BlackDaphne
Cey
Dardennes
DarkAyleen
DjeaVanessa
DonnaY
Jukka
Lunotto
Madhatter
MargheritaF.
NicoNico
Nuccini!
OcchiBassi
Silvia
Swami
Velvetsky

ULtiMi CoMMeNti

Le2Lei in Sigur RósA di...
taniadiary in Sigur RósA di...
TeleCinesi in Sigur RósA di...
yllo in Sigur RósA di...
utente anonimo in Sigur RósA di...
pagliaccetto in Sigur RósA di...
Redsunset in MILANO - RADIOHEAD (...
Le2Lei in MILANO - RADIOHEAD (...
Le2Lei in MILANO - RADIOHEAD (...
pagliaccetto in MILANO - RADIOHEAD (...

FanList

qualcosa di me

gRaFFi aLtRui

Breaking the darkness waking the grapevine
One inch of love is one inch of shadow
Love is the shadow that ripens the wine
Set the controls for the heart of the sun
-Pink Floyd-

tag

tag-board

BoTToNi

CoUnTeR

Mi avete spiato in *loading*


CrEdiTs

Layout © Milk Princess
Image © xxRosexx
[ with permission - don't use it ]

 

DeVasTi EmOziOnaLi

Stefano. Andare ai concerti. I particolari. Osservare fuori al finestrino di un treno che và. I Cristalli di Neve. Viaggiare. Zoe. Gli Arcobaleni. I vinili. Capirsi in silenzio. Il viaggio a Londra con Chiara. Un abbraccio sincero. I Disney Store. L’incontro a Londra con Liam insieme a Chiara. Il 1°Capodanno con Ste. Il Natale. Andare al cinema e a teatro. Ridere. Il Concerto di Roger Waters a Lucca con Nick Mason °_°. Parigi con Ste. Le sorprese. Fare collage. Il sushi. Quando protesto per qualcosa in cui credo. Il mio piumone/nuvola. Quando dico o mi dicono “ti voglio bene”. I ricordi. Fate e Folletti. L'autunno. Quando Zoe si accoccola vicino a me. I miei passati 17anni. “Nuotando nell’aria”. Guardare e riguardare vecchie foto. L’incontro in albergo con gli Afterhours insieme a Ste. Essere stupita. Un 1°Maggio di qualche anno fa al concertone. Le bolle di sapone. Lasciarmi avvolgere da un libro. Vivere la notte. Ascoltare musica. L'odore dei libri. I concerti dei Verdena. Fare l'amore con Ste. Il primo concerto dei Giardini di Mirò al Circolo degli Artisti. Le coccole. Fotografare.

DeTesTi EpiDeRmiCi

I sensi di colpa. I ricatti psicologici. Gli insetti volanti e zampettosi. L'arroganza. Schifeggiare mentre si mangia. La superficialità. L’egocentrismo malato. La mentalità di famiglia. I medici. Chi non ha passioni. Non sentire musica in macchina. Il rosa. Le distinzioni assurde e ottuse tra maschio e femmina. L’ansia. Chi giudica troppo e sparla. Chi non và "oltre".

EmOziOni MuSiCaLi

65DaysOfStatic.Afterhours.Air. AliceInChains.Amiina.AsobiSeksu. AToysOrchestra.Audrey. BatForLashes.Beatles. BlondeRedhead.Bluvertigo. Bjork.BobMarley.Bugo. CarmenConsoli.Chopin.Clash. CristinaDonà.Daniele Silvestri. Doors.Elisa.ExplotionInTheSky. FrancescoDeGregori.FrouFrou. GiardiniDiMirò. GodspeedYouBlackEmperor.Hole. LedZeppelin.JanisJoplin. Jesus & Mary Chain.JimiHendrix. KingCrimson.MarsVolta.Muse. MarleneKuntz.Mogwai.Moltheni. Mono.Morgan.Mùm. MyBloodyValentine.Nirvana. Oasis.Oceansize.OfflagaDiscoPax. PattiSmith.Placebo.PinkFloyd. Pixies.Queen.Radiohead. RinoGaetano.RogerWaters. Scisma.SigurRòs.Silverchair. Skin.Slint.SmashingPumpkins. Sonic Youth.Strokes. SydBarrett.Subsonica.ToriAmos. TreAllegriRagazziMorti. TvLumiere.VelvetUnderground. Verdena.WhiteStripes. YannTiersen e tanti altri…

uLtiMe LeTTuRe

Jim Morrison: diario fotografico_Frank Lisciandro
La pioggia prima che cada_Coe
Poesie d'amore e libertà_Prèvert
Tu più di chiunque altro_July
Harry Potter e il Calice di Fuoco_Rowling
Le notti bianche_Dostoevskij
Harry Potter & Co._Riglietti
Harry Potter e l'Ordine della Fenice_Rowling
Immanuel Kant_Hoffe
Harry Potter e il Principe Mezzosangue_Rowling
Harry Potter e i Doni della Morte_Rowling
Voglio vivere prima di morire_Downham

uLtiMi FiLm

Labyrinth_Henson
Bianco e nero_Comencini
Mr. Magorium e la Bottega delle Meraviglie_Helm
Breakfast on Pluto_Jordan
Caos Calmo_Grimaldi
Into the Wild_Penn
Sweeney Todd_Burton
Grande Grosso e Verdone_Verdone
Becoming Jane: Il Ritratto di una Donna Contro_Jarrold
Espiazione_Wright
L'ultimo re di Scozia_Macdonald
Inside I'm Dancing_O'Donnell
Tutta la vita davanti_Virzì
Orgoglio e Pregiudizio_Wright
La Volpe e la Bambina_Jacquet
2 Giorni a Parigi_Delpy
Alla ricerca dell'isola di Nim_Flackett, Levin
Juno_Reitman
Non pensarci_Zanasi
Persepolis_Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi
Un amore senza tempo_Koltai
Il cacciatore di aquiloni_Forster
10 cose di noi_Silberling
Alla scoperta di Charlie_Cahill
Ortone e il mondo dei Chi_Hayward, Martino
Catch and release_Grant
Gli Acchiappafilm_Gondry
Sex and the City_King
Il Divo_Sorrentino
Once_Carney
Charlie Bartlett_Poll

iMMaGiNi

CoNcErTi 2008

12.01 - AMOR FOU - Circolo degli Artisti

25.01 - CRISTINA DONA' - Alpheus

08.03 - OFFLAGA DISCO PAX - Circolo degli Artisti

12.04 - MARLENE KUNTZ - Auditorium

01.05 - CONCERTO SERALE 1° MAGGIO - S. Giovanni

07.05 - AFTERHOURS - Fnac

08.05 - AFTERHOURS - Tendastrisce

23.05 - VERDERAME + GAMBLIN HOBO + AFFY BUD - Sinister Noise

28.05 - NATHALIE + AREAMAG + LORENZO LAMBIASE - Init

07.06 - GIARDINI DI MIRO' - Fnac

07.06 - GIARDINI DI MIRO' (+ SAMUEL KATARRO) - Circolo degli Artisti

10.06 - MORGAN + FABIO CINTI - Alpheus (MarteLive)

18.06 - RADIOHEAD *_* (+ BAT FOR LASHES) - Arena Civica di Milano

12.07 - SIGUR ROS - Auditorium Cavea (.......senza parole.......)

18.07 - BLUVERTIGO - Villa Ada